Le Alpi Apuane…

 

Le Alpi Apuane sono caratterizzate da una grande varietà di microclimi per il passaggio in soli 20 Km. dal livello del mare ai quasi 2000 metri dal monte Pisanino, per le differenze notevoli nel tipo di terreno, per la differente esposizione dei versanti ai venti marini e non ultimo per l'intervento dell'uomo che ha modificato nel tempo la vegetazione introducendo nuove specie e provocando la scomparsa di altre. L'isolamento geografico della catena ha favorito il differenziarsi di specie endemiche, presenti cioè soltanto sulle Alpi Apuane.… Sorte quasi per sbaglio tra l’Appennino e il mare, queste montagne così imponenti e così singolari per la loro configurazione creano un immenso arco naturale che protegge le colline e le piane sottostanti.

Questa catena montuosa si presenta al visitatore sotto varie forme così diverse e così vicine tra loro. Le Alpi Apuane racchiudono filoni di marmo interminabili, terme e sorgenti di acqua minerale, torrenti, boschi e numerosissime grotte, tra le quali l’antro del Corchia, la più vasta e profonda d’Europa con 1210 m. di profondità. Un'infinità di fiori e piante sono protetti nel parco naturale regionale delle Alpi Apuane che si estende tra la provincia di Massa Carrara e quella di Lucca. Frutto di una vicenda geologica complessa e affascinante, le Apuane si levano imperiose di faccia al Tirreno, imponendo le aspre forme del loro paesaggio sull'estremo lembo settentrionale della Toscana Le rocce che oggi costituiscono le pareti di questo mondo verticale un tempo si trovavano sul fondo di un mare, nella forma di sedimenti depositatisi per decine di milioni di anni in condizioni ambientali che variarono più volte nel tempo (il processo iniziò oltre 200 milioni di anni fa e accumulò uno strato di depositi dello spessore di 2 Km).

Una ventina di milioni d'anni fa grandiosi movimenti tettonici cominciarono a deformare la grande piattaforma sedimentaria. In una prima fase vi furono movimenti in senso laterale, che fecero sovrascorrere sui sedimenti apuani un'altra serie sedimentaria affine (la cosiddetta Falda Toscana, che diede poi vita all'Appennino Toscano): questo sovrascorrimento determinò una fortissima pressione e un aumento di temperatura, innescando il processo di metamorfismo che modificò profondamente i primitivi sedimenti della serie apuana trasformandoli nelle formazioni rocciose metamorfiche che oggi costituiscono la catena (ia più celebre delle quali è certamente quella dei candidi Marmi). Successivamente vi fu una fase di innalzamento: la Falda Toscana che si trovava al di sopra delle rocce apuane gradualmente scivolò per gravità nella posizione dove attualmente costituisce l'Appennino Tosco-Emiliano, e le Apuane furono finalmente libere di ergersi alla luce del sole attraverso quella che i geologi chiamano una «finestra tettonica». Una volta emerse, le rocce apuane furono modellate per milioni di anni dal vento, dalla pioggia, dal gelo e dal sole, fino ad assumere le bellissime forme aguzze e tormentate che oggi le contraddistinguono.

  • Floreali: Crocus Napolitanus

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