Le Alpi Apuane…

 

La forte pendenza dei versanti diede alle acque meteoriche un grande potere erosivo, che si tradusse nella formazione di valli profonde scavate dai torrenti impetuosi; nelle fasi glaciali vi furono anche imponenti fenomeni di modellamento da parte di grandi ghiacciai, soprattutto sul versante interno della catena. Ma l'acqua non modellò solo la superficie della roccia. Favorita dalla natura calcarea di gran parte delle formazioni rocciose apuane, essa penetrò all'interno della catena montuosa per incidervi un estesissimo complesso di cavità carsiche, ad andamento prevalentemente verticale.

Intere montagne sono traforate internamente da complesse ragnatele di grotte, molte delle quali ancora da esplorare: ricordiamo per tutte il monumentale complesso dell'Antro del Corchia. Il paesaggio attuale delle Apuane risente molto, oltre che dell'azione degli agenti naturali, della presenza dell'uomo che fin dalla preistoria ha abitato la catena alternandone considerevolmente l'ambiente fino alle alte quote. Fino al secolo scorso l'attività principale rimase la pastorizia, che causò la riduzione della copertura vegetale originaria (che comprendeva vasti boschi di quercia e carpino alle quote medie e di faggio alle quote più alte) a favore dei pascoli. I boschi furono molto danneggiati anche dalla raccolta di legna e dalla produzione di carbone; poi sopravvenne lo sviluppo dell'industria marmifera, con cave ubicate anche in alta quota e con la creazione di vastissime colate di materiali di scarto (i cosiddetti «ravaneti») che oggi costituiscono una delle caratteristiche (e dei problemi) della montagna apuana.

Sempre all'azione dell'uomo è dovuta la vasta diffusione sulle Apuane del castagno (Castanea sativa) che a partire dal medioevo con i suoi frutti contribuì a sostentare le popolazioni della zona. Anche nelle zone più basse del versante marittimo l'originaria macchia mediterranea (leccio, mirto, terebinto, ruta, ginestre ecc.) è stata in buona parte sostituita da coltivazioni di olivo e vite. Particolare pregio ha la flora d'alta quota, della quale parliamo in una scheda a parte. Quanto alla fauna, la caccia e il lavoro in alta quota hanno causato negli ultimi due secoli una drastica riduzione soprattutto dei grandi mammiferi (vi erano un tempo orsi, lupi, cervi, daini) e degli uccelli.

Attualmente sulla catena vivono piccoli mammiferi come il tasso, la donnola, la faina, la volpe, il riccio, la talpa cieca, il toporagno, lo scoiattolo, il ghiro e il moscardino; numerose specie di uccelli, alcune delle quali legate ad ambienti rocciosi, come il codirosso spazzacamino, i l picchio muraiolo, i l gheppio, i l falco pellegrino, i l gracchio alpino, i l gracchio corallino dal caratteristico becco rosso (simbolo del Parco delle Apuane), altre tipiche del bosco, come la cinciarella, il fringuello, il pettirosso, la capinera, lo scricciolo, la poiana e varie specie di picchio; sembra anche che sulle creste che sia tornata a nidificare l'aquila reale. Gli uccelli notturni più diffusi sono la civetta, l'allocco e il barbagianni.

Molto interessante è anche il mondo degli anfibi e dei rettili, tra i quali meritano di essere ricordati almeno il rospo comune, l'ululone dal ventre giallo, la salamandra pezzata, la salamandra dagli occhiali (Salamandrina terdigitata, specie endemica appenninica) e il tritone apuano dal ventre color arancione; la lucertola, la biscia dal collare, la biscia tessellata, il biacco, il colubro d'Esculapio e la vipera, l'unico serpente velenoso presente sulla catena. Un anfibio cavernicolo particolarmente importante è il geotritone italico, che vive in grotta quando le condizioni esterne sono sfavorevoli; e nelle numerose grotte apuane vivono anche diverse specie di pipistrelli, tra cui ricordiamo almeno il rinolofo maggiore e l'orecchione.

  • Floreali: Crocus Napolitanus

    • Apuane
    • Forno: Paesaggio Invernale

      • Neve
    • Forno: Paesaggio Invernale

      • Scorci di neve
    • Edemismi: Pinguicola Leptoceras

      • Scorci di neve
    • Parco delle Alpi Apuane

      • Scorci di neve