-
Luogo dove cadde ucciso "Marcello Garosi"
-
Cippo a Marcello Garosi
-
Ossario delle vittime di Forno.

-
Per non dimenticare "Sequenza di Foto del campo di concentramento di Auschwitz".
Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana
Gen
01
Eccidio di Forno 13 Giugno 1944
Il 9 giugno del 1944, i partigiani guidati da Marcello Garosi (detto Tito), scesero dalle montagne (zona Alberghi) ed occuparono la frazione di Forno. Vi era entusiasmo in quei volti solcati come roccia battuta dal vento e solo perché una voce di un eco lontano riportava di uno sbarco alleato sulla costa Apuana. La popolazione di Forno accolse benevolmente, se non festosamente i partigiani. Nel paese tra l’altro vi era una forte tradizione antifascista e molti paesani operavano già nelle formazioni . “Avanti Savoia” Questo, molti affermano fu il messaggio in codice trasmesso a fine maggio da Radio Londra e l'occupazione della frazione montana si allineava alle direttive impartite alle federazioni del PCI nella quale si comunicava: "Se In Toscana e in Liguria dovessero aver luogo nelle prossime degli sbarchi o delle operazioni militari decisive degli alleati contro i tedeschi, in queste regioni l'insurrezione popolare ....... si porrebbe all'ordine del giorno come azione immediata.." ¹ Per cui l’occupazione del paese da parte dei partigiani e lo sbarco degli alleati significavano oggettivamente la fine della guerra e delle sofferenze. Infatti in quei giorni si andava dicendo che Forno era il primo paese liberato al di qua della Linea Gotica ( linea di difesa che si estendeva dal Tirreno all’ Adriatico dove i tedeschi cercarono, nell’ultimo periodo della guerra, di fermare gli alleati ). I partigiani rimasero a Forno sino al 12 giugno poi decisero (dopo ordini superiori) il ritiro al campo base degli Alberghi, ma molti di loro rimasero perché avrebbero voluto festeggiare il Santo Patrono il 13 giugno, con le famiglie . Ma il nemico non stette a guardare e nella notte tra il 12 e il 13 giugno, provenienti da La Spezia, un battaglione tedesco di circa 300/400 unità risalì da Massa a Forno per la Via Bassa Tambura ed un reparto della X° Mas , composto da 50/100 unità aggirò il paese passando da Colonnata e attraverso i monti (valicando dal Vergheto) colpì il paese ormai non protetto del tutto. Era un colpo a sorpresa, che i restanti partigiani ostacolarono in modo lieve . Era l’alba circa le 7.00-7.30 e il comandante dei partigiani Tito raggruppò i suoi uomini e cercò di uscire dal paese andando verso la Filanda per poter avere via di scampo per il campo agli Alberghi, ma il gruppo si sfaldò e lungo la strada, alle casette del Pizzo, rimasto solo e inseguito dai tedeschi fu ucciso. ( La medaglia d’ oro al valore militare recita che Tito si uccise con l’ultimo colpo della sua pistola, per non rivelare ai tedeschi , una volta catturato l’esatta ubicazione dei suoi uomini e notizie sui comandi partigiani ). I tedeschi entrarono in paese con violenza inaudita, sparavano per strada, attraverso le finestre delle case, tanto da ferire ed uccidere anche persone inermi. Alle 7.30-8.00 il paese era in mano ai tedeschi e l’intera popolazione fu radunata sulla strada principale. Alcuni terribili episodi produssero nella gente la consapevolezza del dramma che quel giorno si sarebbe compiuto. I giovani furono separati e trattenuti nei pressi della Caserma . Il resto della popolazione, donne bimbi e anziani, furono condotti sulla via che porta al cimitero dove rimasero per tutto il giorno senza muoversi , controllati a vista. Anche il parroco del paese fu preso e a lui il tenente Bertozzi (comandante della X° Mas ) dette il compito di andare alla Filanda (cotonificio Ligure ) in 20 minuti e portare in salvo tutti i bimbi dell’asilo, perché avrebbero fatto saltare in aria l’edificio se avesse ritardato sarebbero state fucilate molte persone in più e se fosse fuggito avrebbero ucciso 500 civili.





